Mentre nel resto del mondo – un po’ per la differente cultura ed un po’ perchè i budget sono maggiori – si guardano bene dall’utilizzare soluzioni “improvvisate” per fare home staging, in Italia è prassi comune affidarsi al “fai da te” o ad altre soluzioni estemporanee tipo:

  • scatoloni neutri o stampati a bassa definizione (senza la finitura opaca e che quindi creano i riflessi nelle foto) per simulare i mobili
  • cavalletti da pittore al posto dei tavoli
  • pareti dipinte,
  • roll up stampati al posto di armadi,
  • fogli stampati…

Se sei una home stager e anche tu proponi queste soluzioni rischi di trovarti presto intrappolata all’interno di un tremendo circolo vizioso che funziona più o meno così:

1) I clienti interessati a fare home staging ti contattano per capire i modi, i tempi ed i costi

2) Tu, sapendo bene che vorranno investire poco, cerchi di accontentarli proponendo queste alternative per stare nel budget.
Il problema è che utilizzare questi strumenti fa apparire “cheap” il tuo allestimento e sminuisce la tua professionalità.
Infatti, quando “abbassi” il livello dei tuoi progetti pur di rientrare nella richieste del tuo pubblico lo fai in buona fede, perchè vuoi accontentarli.
Purtroppo questa tua buona volontà ha un “effetto boomerang” che finisce con l’essere dannosa per te stessa.
Perchè dico questo?
E’ molto semplice: i tuoi clienti, quando si informano su cos’è l’home staging, vedono che si utilizzano mobili veri.
E quando tu proponi queste soluzioni, pensano:

“Così sono capace di farlo anche io!”

Questo è l’effetto boomerang di cui ti parlavo: l’home staging è visto da molti come “un hobby per casalinghe che sistemano due cuscini e qualche candela” e la tua preoccupazione maggiore dovrebbe essere quella di far percepire in modo netto, chiaro e cristallino che non è così.
Deve diventare la tua ossessione, il tuo mantra.
Ripeti con me:

“Il mio lavoro deve essere percepito come una professione e non come un hobby che può fare chiunque”

Capisci ora per quale motivo tutte le volte che “banalizzi” agli occhi dei clienti il tuo lavoro – anche se lo fai in buona fede – ti stai autosabotando?
Chiariamoci, non sto dicendo che il tuo lavoro sia banale.
Sto dicendo che utilizzare certe soluzioni lo fa percepire banale perchè fa scattare nella mente del tuo cliente il pensiero “Posso farlo anche io”
Questo non succede – ad esempio – se utilizzi l’ arredamento vero: nessun privato o agente immobiliare si azzarderebbe mai a comprare dei mobili, montarli, trasportarli e custodirli.

3) La logica conseguenza di quanto abbiamo visto fin’ora è che i clienti successivi – banalizzando anche loro il tuo lavoro – pensano la stessa cosa, rimangono scettici e tentennano, senza decidersi a darti l’incarico. 
Se si decidono ti dicono che “𝙉𝙤𝙣 𝙫𝙤𝙜𝙡𝙞𝙤𝙣𝙤 𝙨𝙥𝙚𝙣𝙙𝙚𝙧𝙚 𝙩𝙖𝙣𝙩𝙤”
E qui il ciclo ricomincia da capo, in un loop infinito.

Così facendo rimani intrappolata in questa spirale al ribasso in cui la vittima principale…sei proprio tu!

La buona notizia è che ora puoi uscire da questo meccanismo suicida.
La cattiva notizia è che dovrai essere tu stessa a fare il primo passo e spezzare questa catena che ti tiene prigioniera dei capricci dei tuoi clienti

Infatti, quello che tu vedi come un problema di “acquisizione clienti” è in realtà l’altra faccia della medaglia di un problema di scarsa autorità nei loro confronti.

Il tuo cliente – a torto o a ragione, è irrilevante al momento – non ti percepisce come una esperta di valorizzazione immobiliare.
Quindi inizia ad attuare tutta una serie di “meccanismi di difesa” volti a testarti come:

  • Riempirti di domande
  • Fare obiezioni, anche poco sensate..
  • Inventare finte problematiche
  • Dire che non vuole spendere
  • Trattare su ogni aspetto della tua prestazione: tempistiche, compenso, tempi di pagamento

Ora, ti invito a riflettere su quanto sto per dirti perchè è vitale per il tuo futuro professionale.

Ricordi cosa succede quanto un agente immobiliare o un privato mettono in vendita un appartamento senza prima fare home staging?

  • Lunghi tempi di permanenza sul mercato
  • Clienti poco motivati all’acquisto e..
  • …che sollevano tutta una serie infinita di obiezioni
  • per finire, se si mostrano interessati all’acquisto, inizia una estenuante trattativa che si conclude dopo settimane o mesi con un ribasso del prezzo di vendita.

Non ti sembra familiare questa situazione?

Presentandoti sul mercato senza fare “staging su te stessa”, ti ritrovi nella stessa, identica situazione.
Chiamalo “Personal Branding” se preferisci, ma la sostanza è identica: devi far percepire ai tuoi clienti il tuo valore.
E lo devi fare con i fatti, non a parole.

Lo stesso accade per gli agenti immobiliari: alcuni scelgono la via difficile e preferiscono “spiegare gli spazi” a parole, con scarsi risultati.
Altri puntano sull’home staging, con gli incredibili risultati che conosciamo entrambi e non è necessario ribadire ora.

Allo stesso modo, tu puoi continuare sulla via faticosa che prevede lo “spiegare” a parole il tuo valore e quello del tuo lavoro oppure puoi utilizzare strumenti professionali che si occupino di risolvere questo problema per te.

Ti rendi conto della enorme contraddizione di professare i benefici della valorizzazione immobiliare quando tu, per prima, non valorizzi te stessa?

Nel mondo ideale l’home stager avrebbe a disposizione budget a 5 cifre, un magazzino ed utilizzerebbe esclusivamente arredo vero.
Ma, lo sappiamo entrambi, viviamo una realtà molto diversa.

Nello svolgere la tua professione hai a disposizione poche risorse e, con quello che hai, devi:

  1. fare i miracoli, proponendo comunque un risultato accettabile – e questo può essere facile viste le numerose soluzioni in cartone
  2. avvicinarti il più possibile alle aspettative dei clienti – che sono abituati a vedere appartamenti arredati con mobili veri.
  3. distinguerti da chi ti fa concorrenza utilizzando strumenti dallo scarso appeal estetico e a prezzi inferiori a tuoi, in modo da giustificare i tuoi prezzi (a meno che tu non preferisca iniziare una guerra a chi chiede di meno…)

Questi ultimi due punti sono molto più complessi dato che tutte le soluzioni “fai da te” oppure quelle in cartone non hanno molto di realistico, nel senso che chiunque si accorge all’istante che non si tratta di mobili veri.

Così come l’home staging serve a vendere bene gli immobili, utilizzare mobili veri (o elementi realistici) serve a vendere bene l’home staging.

Ora, leggi questo breve estratto dall’articolo “Consigli per fare Home Staging“:

“Spesso le presentazioni di home staging vengono fatte con mobili di recupero, utilizzando dei materassi gonfiabili per il letto o il divano, e con complementi d’arredo anche di basso costo.
Sono anche disponibili degli arredi in cartone per tutta la casa, che ci consentono di arredare ad esempio una cucina completa trasportando solo alcuni cartoni piegati.

Ma un conto è utilizzare cartoni veri e propri, dandogli una forma nel complesso piacevole …
e 𝙪𝙣 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙤 𝙚̀ 𝙪𝙩𝙞𝙡𝙞𝙯𝙯𝙖𝙧𝙚 𝙙𝙚𝙞 𝙘𝙖𝙧𝙩𝙤𝙣𝙞 𝙥𝙧𝙚𝙥𝙖𝙧𝙖𝙩𝙞 𝙖𝙙 𝙝𝙤𝙘 𝙙𝙖 𝙙𝙞𝙩𝙩𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙥𝙧𝙤𝙙𝙪𝙘𝙤𝙣𝙤 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙞 A𝙧𝙧𝙚𝙙𝙞 R𝙚𝙖𝙡𝙞𝙨𝙩𝙞𝙘𝙞!

E’ quasi sbalorditivo: lo so che stai pensando che questi non sono cartoni, ma ti invito ad allargare a foto per vedere bene!”

Segue foto del nostro best seller, la cucina dalla linea moderna color tortora.

Spero sia ora chiaro come il tuo futuro professionale sia esclusivamente nelle tue mani.

Se deciderai di entrare nel mondo dell’ Arredo Realistico in cartone otterrai infatti tre vantaggi in un colpo solo:

a) Stupirai i tuoi clienti con una soluzione realistica, ad alto impatto sia emozionale che visivo

b) ti distinguerai da chi utilizza soluzioni “improvvisate” posizionandoti all’istante come un professionista

c) grazie all’incredibile robustezza dei moduli potrai riutilizzarli nel tempo anche in 10 allestimenti differenti, trasformando quella che solitamente è una spesa in un vero e proprio investimento che si ripaga da solo.

E’ vero, inizialmente dovrai mettere in conto una spesa leggermente superiore rispetto alle alternative in cartone ma non trovi intelligente investire qualche soldino in più per acquisire uno strumento che ti ripaga nel tempo su 3 fronti diversi piuttosto che usarli per qualcosa che dovrai buttare poco dopo l’acquisto?

L’Arredo Realistico in Cartone è infatti l’unico arredo che:

  • puoi utilizzare molte volte invece di doverlo buttare dopo un paio di utilizzi.
    In questo modo, nel tempo, non solo ne avrai ammortizzato il costo di acquisto ma sarà una vera e propria fonte di guadagno perchè tu continuerai ad affittarlo ma non sosterrai altri costi.
  • lavora assieme a te nel far comprendere ai clienti il valore del tuo lavoro perchè è l’unico arredo in cartone talmente simile a quelli reali che le persone fanno fatica a distinguerlo

Puoi continuare a lamentarti che “𝙄 𝙘𝙡𝙞𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙣𝙤𝙣 𝙘𝙤𝙢𝙥𝙧𝙚𝙣𝙙𝙤𝙣𝙤 𝙞𝙡 𝙫𝙖𝙡𝙤𝙧𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙩𝙪𝙤 𝙡𝙖𝙫𝙤𝙧𝙤” oppure puoi utilizzare strumenti professionali e lasciare che siano loro stessi a parlare per te convincendo i tuoi clienti a scegliere i tuoi servizi.

Se scegli la seconda opzione posso garantirti che avrai più soddisfazioni dal tuo lavoro nel prossimo anno che in tutti quelli precedenti messi assieme.
Come Laura, che ha allestito una appartamento con l’ Arredo Realistico e, dopo sole 11 ore, è stato venduto.
In tutta sincerità: ti è mai capitato qualcosa di simile?

Ora, se sei decisa a spezzare una volta per tutte questo circolo vizioso che ti imbriglia nell’immagine di “casalinga che si diverte a sistemare cuscini e candele” impedendoti di creare la tua reputazione di esperta nella valorizzazione immobiliare e di lavorare con clienti davvero motivati, fai il tuo primo passo nel mondo dell’ Arredo Realistico in Cartone.

Inizia da qui:

  • Acquista il campionario ed utilizzalo come strumento di marketing.
    Mostralo ai tuoi clienti e divertiti a guardare la loro reazione: https://bit.ly/2Yelmwz

Un saluto ai professionisti!

Fabiano Gollo
Founder
RE.DA – Arredo Realistico in Cartone


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